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ALFA ROMEO MONTREAL

€ 74.000

Alfa Romeo

ALFA ROMEO MONTREAL

 

Auto in ottime condizioni generali.

3 proprietari Il secondo proprietario l’ha restaurata sia di carrozzeria che di meccanica lasciando intatto l’interno che si può considerare conservato e originale. L’auto nasce bianca con interni in stoffa verdi. Il motore è stato regolarmente tagliandato pertanto non presenta alcun difetto.

È stata radiata per esportazione e quindi da reimmatricolare. Ultima targa nera Ravenna.

La spallina del sedile lato guida è leggermente consumata ma non rotto o strappata. Le spugne e la moquette si presentano in ottime condizioni.

I fondi non presentano ruggine e sono in ottime condizioni.

Visibile su appuntamento a Cremona.

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L’8 cilindri viene montato in posizione anteriore longitudinale ed è abbinato a un cambio a 5 marce, tutte sincronizzate, installato in blocco col propulsore stesso; la trazione è posteriore, così come il differenziale, autobloccante al 25%. Il moto viene trasmesso alle ruote posteriori mediante un albero realizzato con due tronchi di acciaio, collegati da un giunto di gomma. Lo schema delle sospensioni, come già accennato, prevede all’avantreno ruote indipendenti, trapezi, molle elicoidali e barra antirollio; il retrotreno, invece, è ad assale rigido, con bracci longitudinali, stabilizzatore a T e barra antirollio; tutti gli ammortizzatori sono idraulici telescopici. L’impianto frenante prevede quattro dischi autoventilanti, circuito idraulico e servofreno a depressione; lo sterzo è del tipo a circolazione di sfere, mentre le ruote, di lega leggera, vengono prodotte dalla Campagnolo con un raffinato sistema di fusione a bassa pressione. Il diametro dei cerchi è di 14″, per una misura dei pneumatici generosa per l’epoca (195/70 VIR 14); i clienti potevano scegliere tra i radiali Michelin e quelli della Continental.

 

Configurazione
Carrozzeria: coupé Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Posti totali: 2+2 Bagagliaio: Serbatoio: 63 lt
Masse / in ordine di marcia: 1 330 kg
Meccanica
Tipo motore: 8 cilindri a V di 90° ciclo Otto, corsa corta, anteriore longitudinale, in lega leggera Cilindrata: 2.593 cm³ (alesaggio x corsa = 80 x 64,5 mm) cm³
Distribuzione: a 2 valvole con doppio albero a camme per bancata Alimentazione: iniezione meccanica SPICA
Prestazioni motore Potenza: 230 CV SAE 200 CV DIN a 6.500 giri/min / Coppia: 24,8 mkg DIN a 5.100 giri/min
Frizione: monodisco a secco Cambio: a 5 rapporti + RM
Telaio
Corpo vettura scocca metallica autoportante
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti, trapezi, molle elicoidali, barra antirollio, ammortizzatori idraulici telescopici / posteriori: ad assale rigido, bracci longitudinali di spinta e reazione, elemento scorrevole di guida trasversale, barra antirollio, ammortizzatori idraulici telescopici
Freni anteriori: freni a disco ventilati con comando idraulico, servofreno a depressione e regolatore di pressione / posteriori: freno a mano sulle posteriori con comando meccanico
Pneumatici 195/70 VR 14″
Prestazioni dichiarate
Velocità: 224 km/h Accelerazione: 27,562 sec. sul km da fermo- 0-100 km/h 7,1 sec.
Consumi a 90 km/h: 10,9 – a 120 km/h: 12,9 – urbano: 14 lt/100 km
  • Volante in legno

 

L'Alfa Romeo Montreal è un'autovettura sportiva stradale a due posti più due, costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1970 al 1977.

Contesto

 Nel 1967, anno in cui cadeva il centenario della Federazione Canadese, tutte le nazioni del mondo parteciparono all'Esposizione Universale di Montreal presentando le migliori realizzazioni nei vari campi della scienza e della tecnica. L'anno prima gli organizzatori della kermesse canadese avevano scelto l'Alfa Romeo per creare un modello di autovettura che potesse rappresentare la "massima aspirazione raggiungibile dall'uomo in fatto di automobili", in modo da esporlo quale simbolo tecnologico dell'Expo.

Al fine di portare a termine un tale compito, il presidente Giuseppe Luraghi incaricò l'uffico tecnico, guidato da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso, per la realizzazione dell'autotelaio e affidò alla Bertone lo studio della carrozzeria e degli interni. Secondo le disposizioni impartite da Luraghi, il prototipo doveva essere in grado di accogliere sia il propulsore quadricilindrico in linea della "Giulia", sia il due litri V8  della "Tipo 33", all'epoca in fase di sperimentazione.

 

Prototipo

 Nelle iniziali intenzioni, l'Alfa Romeo propose una mera operazione d'immagine. I due prototipi inviati all'Expo canadese – dei quattro realizzati e commissionati alla Carrozzeria Bertone su meccanica della Giulia – sarebbero dovuti rimanere una sorta di «prova d'artista», da esporre nei vari saloni, per poi essere conservati nel museo aziendale. Il prototipo di una della quattro "Montrealine" – così erano definite in azienda –[senza fonte] utilizzato nei primi test fu equipaggiato con il più performante bialbero a disposizione, il 1600 cm³ della Giulia; in una fase successiva e definitiva, anche per volere del presidente della casa Giuseppe Luraghi, la vettura venne dotata di un motore derivato dall'otto cilindri a V a carter secco della 33 Stradale, con cilindrata aumentata a 2,6 litri e potenza specifica che diminuiva da 130 CV a circa 77 CV/litro.

    In quegli anni, l'Alfa Romeo godeva di grande prestigio presso il pubblico nordamericano e l'eleganza della vettura suscitò un vivo interesse che, contrariamente alle previsioni, non si spense nei mesi successivi. Le richieste dei concessionari canadesi e statunitensi furono tanto pressanti e reiterate da costringere l'azienda del Portello a decidere la messa in produzione della vettura.

Il cambio di propulsore costò tuttavia un ritardo nella presentazione. Bertone, che curò la linea della vettura avvalendosi della matita di Marcello Gandini, fu in aperto contrasto con l'azienda, che gli commissionò una modifica della rastrematura del parabrezza e un innalzamento del cofano motore che permettesse la collocazione del V8. Inoltre durante alcuni test su strada sul passo della Cisa, con la vettura dotata di carburatori, i collaudatori rilevarono un problema di alimentazione in curva; la soluzione fu trovata con l'adozione di un sistema di iniezione meccanica SPICA.

Da notare che, inizialmente, il salone internazionale del 1967 si sarebbe dovuto tenere a Mosca, in Unione Sovietica, in concomitanza con le celebrazioni del cinquantenario della rivoluzione d'ottobre; va da sé che la vettura si sarebbe, in quel caso, chiamata in modo diverso.

  Produzione in serie

montreal01

Così nel 1970 venne presentata al Salone dell'automobile di Ginevra la versione definitiva della coupé. Le consegne iniziarono nei primi mesi del 1972[2] al prezzo di 5.700.000 lire, e con la possibilità di arricchirla con accessori pensati per un maggior comfort, quali gli alzacristalli elettrici (100.000 lire), la verniciatura metallizzata (140.000 lire) e il condizionatore d'aria (290.000 lire). La gamma di colori disponibili variava dalle tinte pastello blu medio, verde, grigio escoli, rosso cina, arancio e nero, alle tinte metallizzate marrone, argento, arancio, oro e verde.

Come detto, esteticamente la vettura risultò leggermente più alta, e con il cofano più ingombrante per accogliere l'otto cilindri. Il motore, pur derivando da quello da corsa Tipo 33, venne sostanzialmente modificato al fine di renderlo più docile e adatto all'uso stradale. La cilindrata definitiva divenne di 2593 cm³, con l'albero motore con una disposizione delle manovelle a 90 gradi anziché a 180º; i pistoni persero il cielo convesso tipico della vettura sport e diversa era la fasatura, come pure l'iniezione meccanica, ora SPICA (anziché Lucas), derivata dalle vetture a quattro cilindri esportate in Nordamerica.

Il gruppo propulsore fu abbinato a un raffinato cambio manuale 5 marce ZF invertito, quanto di meglio disponibile all'epoca, anche in considerazione del fatto che in Alfa non era usufruibile una trasmissione in grado di gestire la poderosa coppia del V8 – e il basso numero di vetture realizzate non ne rendeva conveniente la messa in produzione. Il gruppo differenziale, derivato direttamente dalle 2000 GT e Spider, era stato dotato di una coppa maggiorata in magnesio, col duplice scopo di aumentare la quantità d'olio e fornire un migliore raffreddamento. La trasmissione si rivelò il punto più vulnerabile, tanto che le vetture preparate per le competizioni, soprattutto negli Stati Uniti e in Sudafrica, erano spesso costrette al ritiro proprio per la rottura del differenziale.

La visione d'insieme della vettura dà più l'idea di una veloce e confortevole gran turismo anziché di una sportiva derivata dalle corse. A fronte di un motore quale il V8 di Arese, l'autotelaio si dimostrava inadeguato per una vettura ad alte prestazioni: perfetto per le "Giulia", si rivelò insufficiente a contenere le reazioni dovute al peso e alla potenza della "Montreal".

Il risultato era tutt'altro che disprezzabile, anzi, ma alla prova dei fatti la Montreal soffriva di un marcato rollio in curva – che consentiva, però, di apprezzare l'approssimarsi dei limiti di tenuta del mezzo e, comunque, non inficiava l'efficacia nel seguire la traiettoria impostata. L'impianto frenante, a dischi autoventilanti di produzione Girling, su tutte e quattro le ruote, forniva un rendimento in linea con le GT dell'epoca, sebbene non fosse un punto forte della Montreal.

Le prestazioni erano di prim'ordine: 200 cavalli a 6500 giri, 24 kgm di coppia a 4750 giri, 224 km/h di velocità massima e 28 secondi per percorrere il chilometro con partenza da fermo; 0-100 km/h in circa 7 secondi. Le versioni da corsa venivano potenziate con configurazioni che, anche in base ai regolamenti, raggiungevano i 3000 cm³ e i 340 CV. Da questo motore fu derivato anche un propulsore entrobordo per le gare marine, che vinse il campionato mondiale del 1974.

Era un'automobile destinata a una clientela di un certo rango e anche il prezzo di listino lo dimostrava, così come i molti equipaggiamenti disponibili in opzione.

Nel 1972 la rivista Quattroruote organizzò, per sondare le doti di resistenza e affidabilità della Montreal, una prova di durata da Reggio Calabria fino a Lubecca, impiegando poco meno di venti ore. Considerando che il percorso misurava 2.574 km, i tester riuscirono a percorrerlo, soste e rifornimenti compresi, a una velocità media di 130 km/h circa.

L'automobile non ebbe il successo sperato dall'Alfa Romeo: come avvenne contemporaneamente per altre vetture così prestazionali, la produzione in serie della Montreal fu pesantemente ostacolata dalla contemporanea crisi del petrolio che ritardò l'uscita dell'autovettura, estendendone la produzione fino al 1977. Relativamente pochi esemplari furono costruiti, esattamente 3925 unità, di cui solo 50 immatricolate nell'ultimo biennio di vita.

Gamma colori disponibili

  • AR 223 Verde. Interni verde/havana o beige/havana.
  • AR 224 Verde metallizzato. Interni beige/havana.
  • AR 347 Blu medio. Interni blue chiaro/blue o beige/havana.
  • AR 521 Rosso Cina. Interni nero o beige/havana.
  • AR 601 Arancione aragosta. Interni nero o beige/havana.
  • AR 602 Arancione metallizzato. Interni nero o beige/havana.
  • AR 727 Grigio chiaro metallizzato (dal 1973) Interni rosso o nero/grigio.
  • AR 740 Grigio escoli. Interni blue/blue o nero.
  • AR 741 Argento metallizato (solo fino al 1972). Interni rosso o.. nero/grigio
  • AR 825 Marrone scuro metallizzato. Interni beige/havana.
  • AR 826 Oro metallizzato. Interni beige/havana.
  • 2.447.011 Nero Italver (su ordinazione specifica) . Interni beige/havana o rosso/grigio..
  • AR 524 Luci di bosco (anche questo su ordinazione perchè molto richiesto soprattutto all’estero)
  • NON COMPARE IL AR 501 ROSSO ALFA che non è un colore originariamente previsto per la Montreal.

bandiera-inglese

Production

Production was split between the Alfa Romeo plant in Arese and Carrozzeria Bertone's plants in Caselle and Grugliasco outside Turin. Alfa Romeo produced the chassis and engine and mechanicals and sent the chassis to Caselle where Bertone fitted the body. After body fitment, the car was sent to Grugliasco to be degreased, partly zinc coated, manually spray painted and have the interior fitted. Finally, the car was returned to Arese to have the engine and mechanicals installed. It is worth noting that because of this production method, there is not necessarily any correspondence between chassis number, engine number and production date.

The Montreal remained generally unchanged until it was discontinued in 1977. By then, production had long ceased already as Alfa were struggling to sell their remaining stock. The total number built was around 3900.

None of them were sold in Montreal since Alfa did not develop a North American version to meet the emission control requirements in the United States & Canada

A Montreal can be seen in the 1974 movie The Marseille Contract where Michael Caine drives a metallic dark brown example. A careful observer can find a red Montreal in the beginning of the James Cameron movie True Lies immediately prior to the lead character saying "Here is my invitation." A Montreal is also featured in the 2017 movie Atomic Blonde.

Prezzo / Price: € 74.000
Marca / Make: ALFA ROMEO
Modello / Model: MONTREAL
Condizione / Condition: Epoca
Km: 26743
Anno / Year: 1972
Cambio / Transmission: Manuale
Alimentazione / Fuel type: Benzina
Cilindrata / Engine size: 2593
Potenza / Power: 197 cv
Colore / Color: GRIGIO ESCOLI
Carrozzeria / Type: COUPE
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